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Il risparmio è un valore positivo per la nostra società; esso infatti viene visto in maniera positiva ed incoraggiato anche nella nostra carta Costituzionale. Si legge infatti, nell?articolo 47, che ?La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme? e quindi spetterà agli organi dello stato favorire il risparmio con adeguati provvedimenti.

Secondo le regole generali economiche, il risparmio è quella quota di reddito non consumata e accantonata per il soddisfacimento di bisogni futuri.

 Imprese pubbliche e private possono accantonare quote di risparmio ma in quest?articolo ci concentreremo sul risparmio delle famiglie in Italia.

Come dimostra la tabella sottostante, l?Italia è storicamente un paese di risparmiatori ma non sempre la cultura finanziaria permette di allocare in maniera corretta le risorse;

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 Tasso di risparmio delle famiglie italiane dal 2016 al 2020, con una stima per il 2022. Fonte: Statista


A parte l?impennata del risparmio per negli anni 2020/2021, dovuta essenzialmente all?effetto COVID, la quota di reddito dedicata al risparmio è rimasta pressoché invariata negli ultimi anni. Il dilemma, però, rimane: come allocare le quote di reddito risparmiate?

Nella scelta tra i vari investimenti, ciò che spaventa di più è il rischio legato ad una non corretta allocazione del risparmio. Il rischio è però insito in ogni operazione finanziaria; l?esempio scolastico è quello di chi decide di allocare le risorse mantenendo la liquidità in casa: il rischio, talvolta alto, è proprio quello di subire furti che possano depauperare se non azzerare il capitale accantonato; è bene comprendere, quindi, che ad ogni accantonamento, sia finanziario che liquido o immobiliare, corrisponde un livello di rischio.

Senza entrare nello specifico sui vari aspetti del rischio finanziario, il concetto fondamentale è quello di saper allocare il risparmio in modo da minimizzare il rischio (che non può mai essere eliminato) tenuto conto del ? trade-off? tra lo stesso ed il rendimento: tendenzialmente a rendimenti attesi più elevati corrisponde l?assunzione di rischi più elevati e viceversa.

A volte, però, ci sono rischi che vengono assunti in maniera ?gratuita? dal risparmiatore. A tal proposito vediamo come sono allocati i risparmi degli italiani.

Secondo una recente ricerca Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani) nel 2021 la ricchezza finanziaria degli italiani ammontava a 5.256 miliardi con una crescita del 50% rispetto al 2011. https://www.econopoly.ilsole24ore.com/wp-content/uploads/sites/91/2022/11/1.png

Fonte: Fabi

Questi capitali sono così ripartiti:

·      1.629 miliardi sui conti correnti, in crescita

·      233 miliardi in titoli ed obbligazioni, in diminuzione

·      1251 miliardi in azioni, in crescita

·      771 miliardi in fondi comuni, in crescita

·      1.213 miliardi in polizze assicurative, in crescita

Questa situazione è lo specchio dello scenario economico di riferimento: negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad una costante discesa dei tassi che, se da un lato ha portato benefici in termini di minor costo di denaro, dall?altro ha disorientato i risparmiatori nell?allocazione del risparmio; fino alla metà degli anni novanta erano ampiamente diffuse le forme di investimento a tasso fisso (principalmente titoli di Stato) che offrivano alti tassi di interesse. Lo scenario economico era però completamente diverso dall?attuale con costo del denaro importante ed inflazione spesso a due cifre; e qui torniamo sul discorso del trade-off rischio/rendimento: siamo sicuri che non c?era un reale rischio di default da parte dello Stato italiano o, i c.d. ?BOT people?, non ne erano a conoscenza?

Man mano che i tassi scendevano si è assistito dunque ad uno spostamento nell?allocazione del risparmio da titoli a reddito fisso a forme di investimento più moderne e con delle aspettative di rendimento che potessero quanto meno salvaguardare il potere di acquisto nel tempo.

Ciò che stupisce è la crescita dei depositi in conto corrente che, pressochè privi di remunerazione, con molta probabilità rispecchiano il forte timore che i risparmiatori italiani hanno verso forme di investimento che cosiddette moderne.

Come si dovrebbe, allora, procedere ad allocare il risparmio?

Cerchiamo di dare alcune semplici regole universalmente riconosciute:

1.    Il primo passo è quello di quantificare il risparmio, ovvero valutare quanta parte del reddito effettivamente non viene utilizzata per esigenze personali o di famiglia

2.    Una volta che abbiamo coscienza della capacità di risparmio, dovremo identificare gli obiettivi personali, familiari e temporali. Ciò è necessario per poter allocare in modo corretto il risparmio e per soddisfare le reali esigenze presenti e future.

3.    Fatto ciò, si procede ad allocare il risparmio attraverso dei semplici passaggi

a.     Mantenere in liquidità esclusivamente la somma necessaria per eventi che necessitino un intervento finanziario tempestivo e non preventivabile

b.    Gestire il patrimonio disponibile e il risparmio periodico diversificandolo. La diversificazione è la strategia attraverso la quale si tende a diminuire il rischio finanziario che, ricordiamo, non è mai annullabile.

c.     Monitoraggio periodico delle posizioni per valutare eventuali scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati

d.    Se non si possiede una adeguata preparazione finanziaria, è consigliabile affidarsi a professionisti del settore che siano iscritti negli appositi Albi tenuti da organismi che regolamentano il mercato finanziario.

Rispettare queste semplici regole possono aiutare di fatto i risparmiatori ad una attenta allocazione del risparmio e diffondere in maniera più capillare una cultura finanziaria che stenta a decollare.


Paolo Miccoli